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A PROPOSITO DI TURISTI…

settembre 12, 2006
Cinquantaduesimo post pubblicato in precedenza su www.amicobromo.com/gheba , oggi nun mi sento ispirato, ho mal di testa, mal di gola e pochissima voglia di scrivere, ma visto che sono stoico e mi voglio immolare sull’Altare della Patria, non lascio questo blog allo sfascio!
Premessa metodologica : per 6 anni d’estate ho lavorato (diciamo che me ne stavo seduto a smanettare con il computer) come allegro receptionist in un albergo qui vicino, e le seguenti categorie di turisti sono il risultato di lunghe ed estenuanti analisi empiriche da me compiute nei momenti di fancazzismo (ossia sempre…).
PRIMA TIPOLOGIA: GLI ANSIOSI.
Prenotano con cinquant’anni di anticipo,partono da casa con cinquant’anni d’anticipo, programmano partenze intelligenti per non trovarsi incolonnati sull’Autobrennero (anche se poi le loro speranze vengono infrante appena arrivati alla rotonda di Nago), chiamano ripetutamente l’albergo per accertarsi della prenotazione e per informare i receptionist dell’avanzare del loro viaggio in macchina (“Si, scusi, sono il signor. XXXX! Mi trovo a Verona, tra 1 ora sono lì…” “Si, scusi, sono ancora il signor. XXXX! Adesso sono a Malcesine, sto per arrivare…”).Arrivano in albergo con mappe, depliant, tutto l’occorrente per un check-in perfetto e, una volta sistemati nelle camere, tornano ripetutamente alla reception per essere informati su qualunque cosa possibile ed immaginabile. Della serie :”Posso fare il bagno nella piscina anche se piove?” “Avete qualche madonnina piangente nelle vicinanze?” “Vedo che sei giovane. Mi spieghi il sistema scolastico italiano?”.
Il top si è raggiunto quando una madre psicopatica mi ha telefonato e ha detto: so che Torbole è una località nota per i venti. Ma si tratta di venti freddi o di leggere brezze? Sa, ho un bambino di 2 mesi, e magari un clima eccessivamente ventilato potrebbe non essere l’ideale…ma c’è freddo lì da voi? Si deve portare il giubbotto???”
SECONDA TIPOLOGIA: I CLIENTI ABITUALI.
Tipologia particolarmente e solitamente tranquilla, i clienti abituali passano le vacanze nello stesso albergo da almeno 20 anni, e la cosa si trasmette di generazione in generazione, manco fosse una tara genetica. Chiedono sempre la stessa stanza, si accertano sulla presenza o meno di certe persone del personale, etc. etc.
TERZA TIPOLOGIA: I CAFONI
Si tratta quasi esclusivamente di italiani, distribuiti uniformememente su tutto il territorio nazionale, ma con una particolare concentrazione nei pressi delle città maggiori. Sono quelli più odiosi, che ti fanno vergognare di essere italiano (non che ci sia da esserne fieri) e che vorresti fucilare già da come si presentano alla reception. Per fortuna non tutti gli italiani sono così (e molti si salvano), ma gli esemplari di questa variegata fauna sono particolarmente riconoscibili.
Trattasi di orrida famigliola così composta:
1) marito cafone con macchinone cafone, miserabile quarantenne stra-lampadato, burino che vorrebbe atteggiarsi a gran borghese arricchito, un self-made man de noantri, impegnato a cercare di tappezzare qua e là le sue origini proletarie rendendosi spaventosamente ridicolo. Da notare l’oggettistica, come la camicia aperta sul davanti che mette in evidenza qualche crociazza (una finto-religiosità neanche tanto esibita) e l’immancabile Rolex tarroccato comprato su qualche televendita notturna, insieme a qualche crema per combattere l’eiaculazione precoce.
2) La moglie. In origine una scialba brunetta che, raggiunta una certa età, si è resa conto di essere un cesso. Per questo motivo passa le sue giornate tra lampade, colpi di sole e trattamenti vari, presentandosi alla reception più plastificata che mai.
3) I figli. Cafoni pure loro, non fanno altro che continuare a lamentarsi. “Babbo, che andiamo a mangiare la pizza stasera? Babbo, hai visto che pezzente quello? Aò, mammà, che mi dai 50 euro che vado a comprarmi un po’ di coca?”.
Cmq questa fantastica tipologia pretende la stanza migliore, con vista migliore (e magari anche uno sconto). Ti pagano il conto di Internet con 500 euro, mandandoti in crisi con i resti e ti guardano con un’aria di sufficienza.
Frasi tipiche:Lei non sa chi sono io. Non ci siamo capiti.Mah, faccia un po’ lei. (con faccia schifata)Così non va.La stanza non è adatta alla mia persona.
QUARTA TIPOLOGIA : QUELLI CHE ADOTTEREI
Soprattutto da Belgio,Olanda e Nord Europa, sono quelli più simpatici. Non si lamentano per niente, sorridono sempre, prendono tutto quanto con filosofia e relax, anche se gli comunichi che sono finiti i posteggi e che quindi sono cazzi loro. Ho sempre detto che in quei paesi sono avanti!
QUINTA TIPOLOGIA: I DEFICIENTI DELL’ULTIMA ORA
Sono quei poveri illusi che si riducono a chiamare per una stanza il giorno prima. “Scusi, sono la signora XXXX. Cerco un appartamento per 4 persone da domani per 7 giorni. E’ possibile?” Quasi sempre ottengono risposte negative e con molta cordialità (?)vengono indirizzati verso altri alberghi. Altrimenti molto diffusa la sottotipologia dei mendicanti, che ti si presentano davanti sudaticci, con il mascara che cola giù per il viso, quasi morti di fame, con le lacrime agli occhi, che ti chiedono: “Non è che per caso avete una stanza libera?” “No???Sicuri sicuri sicuri???” Normalmente o sono pezzenti (viene loro detto il prezzo e poi scappano via) o sono cafoni mostruosi, pretendono di vedere ogni tipologia di camera, scovando ogni difetto possibile ed immaginabile e poi se ne vanno, senza neanche salutare…no comment
SESTA TIPOLOGIA: I GRUPPI
Normalmente si tratta di gruppi di anziani (con qualche nipote insieme ai nonni) , provenienti dalla Germania o dall’Inghilterra, molto più raramente dalla Francia (da ricordare la tragedia del cellulare argentato di Fiona, ragazzina franco-maghrebina di Marsiglia , che è scoppiata a piangere alla reception perchè talmente furba da perdere il cellulare…”mon portable, mon portable! Il s’agissait d’un Panasonic tout argenté!”) e dagli States. Il gruppo migliore è rimasto tuttavia uno di afro-inglesi da Londra, li adoravo!
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13 commenti leave one →
  1. Lario3 permalink
    settembre 12, 2006 2:25 pm

    Certo che sono in commercio… le vendono in Vaticano 😉CIAO!!!

  2. Barbara23 permalink
    settembre 12, 2006 4:40 pm

    Ok, ma tu, che tipo di receptionist sei?! ;P

  3. Ghebuz permalink
    settembre 12, 2006 4:44 pm

    @ Lario3: le comprerò sicuramente allora!@ Barbara23: mmh, vediamo…il tipo che adora mettere in difficoltà i clienti??

  4. monicagellerb permalink
    settembre 12, 2006 7:35 pm

    Secondo me la cosa peggiore che può capitare ad un “receptionist” sono i gruppi di adolescenti in gita…mi ricordo che in gita a Barcellona una classe di Milano venne a prendere a calci la nostra porta… deve essere un bel lavoro O_O

  5. monicagellerb permalink
    settembre 12, 2006 7:36 pm

    Secondo me la cosa peggiore che può capitare ad un “receptionist” sono i gruppi di adolescenti in gita…mi ricordo che in gita a Barcellona una classe di Milano venne a prendere a calci la nostra porta… deve essere un bel lavoro O_O

  6. monicagellerb permalink
    settembre 12, 2006 7:37 pm

    OOOOPS, scusa, non volevo commentare doppio! O_O

  7. Ghebuz permalink
    settembre 12, 2006 9:23 pm

    No problem!Per fortuna lavoravo solo d’estate, e quindi non avevo a che fare con adolescenti in gita…l’aprile scorso, un gruppuscolo di questi aveva dato fuoco ad una stanza O_o

  8. Valentina permalink
    settembre 13, 2006 9:31 am

    Ciao Ghè! ti scrivo dall’alto della mia nuvoletta fantozziana. Se vedi piovere ciocche di capelli non preoccuparti: sono io che da quassù mi diverto a strapparmeli!ieri è successa la fine del mondo con la mia tesi: la mia assistente me l’ha fatta impostare male, l’ho fatta vedere al prof e devo rifarla. 2 mesi di lavoro, 30 libri letti… nel cesso!E ora oltre a rifare la tesi, ho sempre 4 esami da fare.Sì sì… pioveranno capelli, poco ma sicuro! :°(Vale

  9. Ghebuz permalink
    settembre 13, 2006 9:49 am

    @ Valentina: mi dispiace per la tua tesi, se fossi in te beccherei l’assistente fuori dalla sua abitazione e le getterei addosso della benzina, per poi appiccarle fuoco…Se dovessi trovarmi sepolto dai capelli, darò la colpa a te!

  10. Valentina permalink
    settembre 13, 2006 9:59 am

    Pensavo a qualcosa di più lentio e doloroso…Dopo essere stata al museo delle torture di San Marino sento di avere qualche idea! hi hi hi hi hiSe piovessero davvero i miei capelli, stai certo che resteresti davvero sepolto! 😉besitosVale

  11. Ghebuz permalink
    settembre 13, 2006 10:08 am

    La tortura della goccia è la soluzione migliore!Che figata il museo delle torture!

  12. Lario3 permalink
    settembre 13, 2006 10:10 am

    Già, maledette seppie leghiste e fasciste 🙂CIAO!!!

  13. Ghebuz permalink
    settembre 13, 2006 10:12 am

    @ Lario3: io conosco una seppia che portava la t-shirt che aveva Calderoli…

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