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AL CINEMA CON GHEBA PENSIERO

marzo 25, 2007
Oggi mi sentivo particolarmente ispirato a scrivere un post della serie “La Tamarra della Settimana”, interamente dedicato alla mia idola Missy Elliott (chi mi conosce sa che sbavo per lei, anche se è una ciccionazza tamarra) ma, visto che ci sarebbe stato tantissssssimo da scrivere su di lei e visto che tra un po’ dovrei mettermi sotto a studiare [ah-ah], ho deciso di cambiare argomento.
Mumble mumble, di che cazzo parlare?
Allora perchè non alzare il livello intellettuale di questo blog, parlando di uno dei miei film preferiti, ossia Sitcom di François Ozon, presentato al Festival di Cannes nel 1998 alla Semaine Internationale de la Critique?
[non riesco a caricare il trailer da Youtube, comunque meritava parecchio…vabbuò]

Il film, dal sottotitolo “La famille est sympa“, si presenta all’inizio come una delle tipiche sitcom americane che da decenni stanno ammorbando i nostri schermi televisivi: la famiglia perfetta, con la madre casalinga ma impegnata in corsi di ginnastica e con delle velleità artistiche, il padre lavoratore e sempre fuori casa, il figlio nerd studioso e la figlia innamorata del suo gioioso fidanzatino. A completare questo idilliaco quadretto di famigliuola francese, la donna delle pulizie di origine spagnola [che tra l’altro, si scoprirà più in avanti, eccelle nell’arte della spagnola, aaah].

Un bel giorno il padre, di ritorno da un viaggio di lavoro, porta con sé un animale domestico, una simpatica cavia da laboratorio: nessuno però è a conoscenza dei poteri paranormali di questo topo. Chiunque infatti dovesse entrare a diretto contatto con tale creatura, si sentirà spinto a rivelare la sua vera natura e a far crollare il muro dell’ipocrisia. In successione, accadono questi lieti eventi:

  • il figlio nerd rivela la sua omosessualità, si concede al marito di colore della cameriera spagnola, abbandona l’università e inizia a portare in casa sempre più ragazzi.
  • La figlia invece si getta dalla finestra, rimanendo paraplegica. Incapace di provare soddisfazione sessuale, inizia il suo povero ragazzo a pratiche sadomasochistiche estreme, umiliandolo completamente. Tra l’altro, gli attori che impersonano i figli, Adrian e Marina De Van, sono fratelli anche nella realtà.
  • La madre, preoccupata per l’omosessualità del figlio, e dopo essere entrata in contatto con il topo, decide di concedersi a lui. O_o

Il padre sembra vivere con assoluta tranquillità questi eventi, non si sconvolge più di tanto, anzi, li giustifica come corollari dei tempi che cambiano. Qualche tempo dopo, mentre la madre e i figli sono in villeggiatura presso una clinica specializzata in disfunzioni famigliari [e dove capiscono che il topo è la causa di tutti questi cambiamenti], il marito uccide il topo e se lo mangia.

E qui si rasenta la genialità: il marito stesso diventa una mega pantegana gigante, che viene prontamente massacrata dai famigliari una volta tornati a casa.

Il film si conclude con la visita di tutti sulla tomba del padre: il figlio si è messo con il marito di colore della cameriera, la figlia è miracolosamente guarita ed è ancora fidanzata con il suo vecchio ragazzo, mentre la madre si presume sia in rapporti un po’ intimi con la cameriera.

MOMENTI TOPICI DEL FILM

  • Quando la figlia si spegne una sigaretta sul braccio ed urla, in direzione della madre:”Se non vuoi che muoia, lascia perlomeno che soffra!”
  • Quando il figlio torna a casa, tutto quanto infighettato e vestito in maniera fashion, e trova la sorella con il collo legato ad un cappio penzolante del soffitto.
  • Quando la madre si trova davanti un amichetto [in boxer] del figlio, che le chiede un po’ di zucchine.
  • Quando la figlia sta ricevendo del sesso orale dal suo misero ragazzo [vestito con un trashissimo completo sadomaso]. “Ah, non sento niente. Proviamo con le tette…”
  • Il dialogo delirante tra i due fratelli, dove si capisce che anche la figlia, a sua volta, vorrebbe provarci con il padre [Aaaaah che schifo]. “Pensi che potrei farmelo?” “Chi?” “Papà!” “Perchè no?” O_o
  • La figlia, in carrozzina, che cerca di sedurre il padre, e la risposta fantastica di lui. “So cosa hanno fatto mamma e tuo fratello, e penso che l’incesto non sia una soluzione alle contraddizioni di questa società. A parte questo, non ti trovo minimamente attraente, sei la la più brutta figlia che un padre potrebbe desiderare…”

PARAGONI E CONFRONTI

Sitcom: a mio parere, un geniale esercizio di stile. Un film creato magari con l’intento di scandalizzare e di farsi notare, ma soprattutto con la volontà di prendersi gioco delle classiche sitcom buoniste, soprattutto di provenienza americana, inserendo scene anche abbastanza spinte [come la scena della spagnola], tematiche decisamente tabù come l’incesto e condendo il tutto con un po’ di sano splatter.

Inoltre questo film può essere confrontato con altre due geniali produzioni, una contemporanea e una risalente agli anni ’60: Visitor Q di Takashi Miike e Teorema di Pier Paolo Pasolini. In quest’ultimo capolavoro, infatti, a rompere la quiete della famigliola italiana arricchita è l’arrivo di un misterioso ospite che si concederà a tutti per poi andarsene. Diversamente da Sitcom, che tutto sommato finisce abbastanza bene, visto che la famiglia, nonostante la perdita del padre, è sì profondamente modificata ma tutto sommato salda, in Teorema la famiglia si disgrega. La casalinga ritorna nel paese natio, si martirizza mangiando ortiche, diventando quasi una santa, la moglie si scopre ninfomane e si dedica al sesso con sconosciuti, il figlio abbandona la casa per perdersi in strane ricerche artistiche d’avanguardia, la figlia si rifugia in uno strano mutismo e immobilismo, mentre il padre si spoglia di tutti i suoi averi e cede la fabbrica agli operai.

In Visitor Q invece l’approccio è diverso, così come l’assunto iniziale: la famiglia è già disgregata in partenza. Il figlio è vittima di atti di bullismo a scuola e si sfoga a casa sulla madre, a sua volta eroinomane, la figlia vive fuori casa e lavora come prostituta, concedendosi anche al padre nella prima scena del film. Il padre invece è un povero imbecille che lavora come reporter per una televisione giapponese, interessato ai fenomeni di bullismo e che gode nel vedere il figlio umiliato, per poi finire umiliato a sua volta. L’arrivo di Visitor Q cambierà tutto, attraverso scene di violenza sessuale e fisica oltre ogni limite, per poi andarsene, una volta ristabilito un certo ordine dal disordine iniziale della famiglia.

———————————————————————
Ah, come sono profondo oggi. Forse è meglio andare a studiare 😛

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24 commenti leave one →
  1. Nanni permalink
    marzo 25, 2007 1:59 pm

    Lo DEVO vedere!!

  2. annarella permalink
    marzo 25, 2007 2:59 pm

    Sitcom e’ un film fantastico 😀Il pezzo con le zucchine mi fece morire dal ridere 😀Altrettanto mi e’ piaciuto “8 donne e 1/2”

  3. dottorG permalink
    marzo 25, 2007 3:20 pm

    il film non l’ho visto, ma condivido la morbosa (quanto effettivamente inspiegabile) passione per missy elliott…

  4. Ghebuz permalink
    marzo 25, 2007 9:36 pm

    @Nanni: se vuoi raggiungere un alto livello trash, è imperdibile!@Annarella: 8 donne e un mistero si chiama :-p Cmq è geniale pure quello, di François Ozon avevo visto anche Les Amants Criminels e Gocce d’Acqua su Pietre Roventi…@DottorG: oddio, cosa ti attrae della povera Missy???

  5. Lario3 permalink
    marzo 25, 2007 9:45 pm

    E’ facile averlo se compri Tronchi 😀CIAO!!!

  6. Giuy permalink
    marzo 26, 2007 12:11 am

    Ommamma! NOn conoscevo sitcom e ho appena caricato un filmato da youtube, ma come fate a conoscere sta robba? O_o Ne ho guardato solo 1 e sento di dover vedere anche gli altri episodi O_o

  7. Mimmo permalink
    marzo 26, 2007 7:34 am

    complimenti!il tuo blog mi fà molto….ehm …riflettere! 😉strepitosa questa sit com…..a quando la messa in onda su italia1 all’ora di pranzo?

  8. Convallaria permalink
    marzo 26, 2007 9:32 am

    Grazie, non lo conoscevo! Corro a procurarmelo. 😉

  9. anoniblixxxa permalink
    marzo 26, 2007 1:36 pm

    ma il titolo italiano è proprio sitcom?non riesco a scaricarlo (ehm… cough cough!)

  10. netstar permalink
    marzo 26, 2007 5:12 pm

    questo film va decisamente visto! 😀

  11. L'Anonimo permalink
    marzo 26, 2007 6:09 pm

    Sei sempre più il verbo. Ciao 🙂

  12. marzo 27, 2007 8:14 am

    Bene. Certo, forse meglio studiare. Anche se: ma dove le trovi energie per post così lunghi (parla quella…). Buona settimana. Un bacione, Flavia

  13. Uriel permalink
    marzo 27, 2007 9:14 am

    Missy Elliott e’ perfettamente Bologna-compliant. Imprimatur et cunnilingus, urbi et orbi.Amen.Uriel

  14. Ghebuz permalink
    marzo 27, 2007 12:23 pm

    @Lario3: andrò subito all’Autogrill per prenderne uno stock!@Giuy: è geniale quel film, hai beccato il trailer vero???@Mimmo: la messa in onda su Italia1 non ci sarà mai purtroppo. Grazie intanto per aver visitato questo blog!@Convallaria: spero che ti piaccia!@Anoniblixxxa: esatto, il titolo italiano è proprio quello, con il sottotitolo “La famiglia è simpatica”. Non penso sia di facile reperibilità.@Netstar: è un tipico film per famiglie, altro che Stuart il topolino minchione.@L’anonimo: fiero di esserlo!Thanks!@Flavia: grazie per la visita su questo blog!L’energia per post così lunghi la trovo semplicemente dalla mia mancanza di voglia di studiare. Aaaah@Uriel: Missy Elliott è il verbo, sto attendendo con trepidazione il suo nuovo album!Sbav

  15. Lario3 permalink
    marzo 27, 2007 1:01 pm

    E pensa alla mia faccia mentre trovavo quell’immagine 😀CIAO!!!

  16. Tommy permalink
    marzo 27, 2007 8:45 pm

    Ma che razza di film guardi? Come fai a conoscerlo? Dove lo hai trovato? 🙂

  17. Ares79 permalink
    marzo 28, 2007 7:50 am

    FANTASTICO!!!DEVO VEDERLO!!!

  18. Ghebuz permalink
    marzo 28, 2007 10:58 am

    @Lario3: spero che tu non sia corso in bagno con un rotolo di carta igienica!@Tommy: eh, sai, ho un gusto particolare in ambito cinematografico! @Ares79: l’ho trovato in una videoteca qui a Padova, vicino al Palazzo Maldura, presente?

  19. Lario3 permalink
    marzo 28, 2007 12:20 pm

    Macchè… è completamente diverso 😉CIAO!!!

  20. Lara permalink
    marzo 28, 2007 11:06 pm

    Ad un certo punto ho pensato che ti stessi inventando tutto di sana pianta 😛 proverò a “comprarlo” anche io!

  21. Ghebuz permalink
    marzo 29, 2007 8:00 am

    @Lario3: e ora come farò a studiare una lingua così complicata???@Lara: no no, è tutto drammaticamente vero, un capolavoro della cinematografia francese!

  22. Sara permalink
    marzo 29, 2007 12:31 pm

    Gheba… quando vuoi fare il serio sei molto più noioso di quando scrivi cazzate! :oP

  23. grig-io il blogorroico permalink
    marzo 29, 2007 8:28 pm

    cacchio come siamo acculturati oggi..ma non mi toccare le sitcom americane!! XD(perlomeno La Tata e robe del genere, che non hanno nessuna pretesa socio/etica/morale ma divertono..)

  24. Ghebuz permalink
    marzo 30, 2007 8:53 am

    @Sara: maledetta rossa, la pagherai.@Grig-io: la Tata non ho nemmeno il coraggio di sfotterla, è una delle idole della mia pre-adolescenza. Mmmh, Zia Assunta…

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