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QUESTIONI DI MATERNITA’

luglio 6, 2007

Ritornano le avventure di Svetlana!
 

Riassunto delle puntate precedenti: Svetlana, un’allegra studentessa delle superiori, scopre di aver passato gli esami d’ammissione di una prestigggiosa università milanese [solitamente pullulante di veline e di sancarlini cocainomani]. Parte quindi per la grande città, accompagnata dalla figura archetipica della madre, una donna di facili costumi, come dimostrato in più episodi: in treno, in facoltà e nella delicata fase della ricerca dell’appartamento.
SESSO, DROGA, PERDIZIONE, RELATIVISMO, DECLINO DELL’OCCIDENTE E RADICAL-CHIC ROMPICAZZO NELLA SAGA CHE HA APPASSIONATO (?) UNA GENERAZIONE!
Location:Appartamento di Svetlana. La ragazza si sta godendo il meritato riposo sulla sedia a dondolo della sua cameretta, la copertina sul corpo, nella mano destra una tazza di tè al ginseng, la sinistra intenta a sfogliare con ardore quel gran mattone de “La critica della ragion pura” di Kant, un libro che meriterebbe solo di essere messo al rogo.
La madre è sdraiata sul letto, volgarmente come sempre, intenta a sfogliare delle riviste per scambisti e a ridacchiare in maniera atroce a vedere le foto di coppie libertine e singoli desiderosi di trasgressione.
Svetlana, con gli occhi sognanti:”Oh, madre. Nella chiara et efficace spiegazione del Giudizio sintetico a posteriori penso di aver trovato finalmente un senso alla mia esistenza…insomma…offre sempre delle spiegazioni aggiuntive riguardo all’oggetto considerato, anche se soggettive…ovvio, io la butto lì sul semplicistico, però non c’è che dire…oh, mi si strugge il cuore dinanzi a queste profonde argomentazioni…”
Madre, sfogliando il giornale, per sollevare lo sguardo disgustato verso la ragazza:”Bah, cazzate. Uh, guarda qui, che mazza che c’ha questo…mmmh, e la sua compagna è pure bsx, come lui dal resto. Sai che numeri ci farei con loro due, porca di quella puttana?”
Svetlana, con fare maternalistico:”Oh madre, pensi sempre a quello…perchè non ti svaghi in maniera diversa, che ne so, aiutando il prossimo, a distribuire la minestra calda con pane raffermo ai poveri rom qui sotto, insieme alle dame del matronato…”
Madre:”Insieme a quelle quattro vecchie vacche?Pfui!Fanno quello che fanno solo perchè i loro mariti non le cagano più, e quindi non sperano altro di farsela spaccare da qualche rom…” per poi aggiungere “Ah, non te l’ho detto, ma domani verrà a trovarti una persona molto importante…”
IL GIORNO DOPO…
Location: Squallidissima stazione di servizio alla periferia di Milano, una distesa di asfalto a vista d’occhio, cassonetti delle immondizie dati alle fiamme, barboni in coma etilico e umanità varia che si offre ai camionisti di passaggio. All’improvviso, in lontananza, arriva una donna, tutta quanta impellicciata e ingioiellata, con un paio di giganteschi occhiali da sole nonostante la giornata sia cupa e grigia.
Madre, impaziente:”Oh, Svet, è lei!Ilona, iuuuh uuuh!Siamo qui…” muovendosi volgarmente, il sedere rinchiuso in una mini rosa shocking.
Svetlana, allibita:”Madre, chi è quella donnaccia?Non sarà una delle tue depravate amiche?”
Madre:”Taci, cretina. E portale rispetto, quella è tua madre…”
Ilona, arrivando tutta quanta sculettante:”Uuuh, Ubaldo, lasciati baciare…” rivolta alla madre di Svetlana, baciandola sulla guancia per poi ridacchiare stupidamente. “Come sei cambiata, allora è proprio vero quello che si dice in giro. 20 anni di operazioni di chirurgia plastica ti hanno resa una vera donna…” per poi voltarsi verso Svetlana:”Uuh, e tu saresti Svetlana…mia figlia…” abbracciandola e strizzandola a sé.
Svetlana, sentendosi mancare, spupazzata da quella che ora scopre essere sua madre:”…”
Madre [Ubaldo]: “Oh cazzo, non ti sarai mica scandalizzata per così poco…bah, una cerca di fare crescere la sua figlia in maniera sana e cosa ti viene fuori?Una cogliona che si scandalizza per ogni cazzata…Svetlana, io sono tuo padre!”
Svetlana:”…”
Ilona, intristita:”Oh, piccola mia…” abbracciandola e soffocandola di baci e carezze.
Svetlana, piangendo:”Perchè?Perchè tutte queste menzogne, madre…” rivolta a quella che una volta si chiamava Ubaldo. “Non mi hai mai parlato di un papà, e ora scopro che in verità sei tu ad essere mio papà. Mi dicevi di non conoscere l’identità di mio padre, una volta dicevi di essere stata fecondata durante una gang bang fetish, un’altra di esserti unita carnalmente con un deputato della vecchia et gloriosa Democrazia Cristiana, un’altra di aver ricorso alla fecondazione artificiale in America ricorrendo al seme di un porno-attore…”
Ubaldo, sbuffando:”Blah blah, ‘scolta, non volevo ferirti…” per poi rivolgersi ad Ilona. “Uè, Ilò, le racconti la storia?”
Ilona:”Ma certo, Uby. Io ero la compagna di quella che tu pensi essere tua madre, che in verità è tuo padre. Vivevamo bene insieme e un bel giorno rimasi incinta di te, piccolo e dolce batuffolo rosa bisognoso di amore…”
Svetlana, singhiozzando:”Noooo…ho vissuto nella bugia per anni…”
Ubaldo:”Batuffolo rosa bisognoso di amore???Ooh, mi sta salendo la glicemia nel sangue a sentire ‘ste cazzate, porca troia. Dai, riassumi, voglio la sintesi!”
Ilona, sempre con sguardo dolce e mellifluo su Svetlana:”Un bel giorno nacque una bella bambina di nome Svetlana, ma tristemente pochi mesi dopo realizzai che tua madre..ehm padre era un maniaco depravato, non faceva altro che vedere i film di Moana Pozzi, voleva farmi fare le stesse cose di Moana Pozzi…non pensava altro che al sesso, si accoppiava indifferentemente con maschi e femmine…così lo lasciai. Qualche mese dopo decise di cambiare sesso…sai, è sempre stato un amante del travestitismo…”
Ubaldo, annuendo:”E così io per te mi sono sempre spacciata per madre…anche se qualche volta mi deprimi con le tue menate filosofeggianti e la tua castità demenziale, sei sempre mia figlia, ooh Svet…”
Svetlana:”…sigh sigh…oh, madre…”
Ilona:”Se vuoi Svetlana, puoi considerarmi come tuo padre…” per poi guardare l’orologio. “Oh, si è fatto tardi…devo andare, ci vedremo nei prossimi mesi…” dice.
Ilona apre un ombrello magico e inizia ad ascendere lentamente nell’aria viziata ed inquinata del luogo, per poi venire attaccata e scuoiata viva da uno stormo di rondini incattivite dal Climate Change. Svetlana e la “madre” osservano sgomente la scena, per poi fare spallucce e andare a rovinarsi il fegato con un Big Tasty al Mac dell’autogrill.
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17 commenti leave one →
  1. Lario3 permalink
    luglio 6, 2007 5:06 pm

    Io rinascerò cervo a primavera oppure… poi non ricordo 😀CIAO!!!

  2. mik permalink
    luglio 6, 2007 5:48 pm

    voglio il numero del tuo pusher, absolutly..

  3. mik permalink
    luglio 6, 2007 5:48 pm

    voglio il numero del tuo pusher, absolutly..

  4. mik permalink
    luglio 6, 2007 5:49 pm

    pc stupido, scusa

  5. gianl permalink
    luglio 6, 2007 6:11 pm

    Oh…gesùggiuseppeemmaria… Fumare il rosmarino fa malissimo, non te l’hanno detto? 😉

  6. netstar permalink
    luglio 6, 2007 10:35 pm

    svetlana mi fa scompisciare sempre 😀

  7. Stefano Gallagher permalink
    luglio 7, 2007 11:26 am

    Sei un genio del male!!!“Le dame del matronato” è una citazione di quando la Cortellesi imitava la Moratti? 😀

  8. Giuy permalink
    luglio 7, 2007 9:17 pm

    Che colpo di scena! Mi hai colto di sorpresa…e poi quale emozione vedere una famigliola riunita…anche se solo per pochissimi secondi! Senti ghebuz, hai mai pensato di allargare il giro del tuo pusher? O_o

  9. AmosGitai permalink
    luglio 8, 2007 1:51 am

    Davvero fuori di testa!!!<>< HREF="http://amosgitai.blogspot.com" REL="nofollow">Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!<><>

  10. Uriel permalink
    luglio 9, 2007 9:50 am

    …uhm.Ma ti capita spesso di pensare queste cose?🙂Uriel

  11. Ghebuz permalink
    luglio 9, 2007 2:57 pm

    @Lario3: meglio camoscio!@Mik: ah, non preoccuparti!Il numero del mio pusher è 333XXXXXXX, se vuoi possiamo farci tanti simpatici cannoni insieme!@Gianl: purtroppo non ho certo feeling con il rosmarino 😀@Netstar: e chissà cosa accadrà nel suo immediato futuro…oh oh@Stefano Gallagher: esatto, è una citazione colta e raffinata di quella simpatica scenetta della Moratti in piazza a Milano. Su YouTube però non c’è quella della Moratti al liceo Tasso, era esilarante 😀@Giuy: potrebbero fare un D.I.C.O. tutte e 3 assieme, sai che roba fantastica?Vuoi anche tu conoscere il mio pusher?@AmosGitai: grazie per la visita!Appena posso commento sul tuo blog 😀@Uriel: hai presente quel pirla di Proust (era lui?boh, forse) e la storiella delle Madeleines? Ecco, mi capita più o meno la stessa roba. Ogni tanto mi vengono in mente delle immagini atroci, per questo scoppio a ridere da solo senza un motivo apparente ai più.

  12. Lario3 permalink
    luglio 9, 2007 4:38 pm

    Anche io odio “Studio aperto” 😀CIAO!!!

  13. Giuy permalink
    luglio 9, 2007 5:35 pm

    certo!!! Lo voglio, lo voglio!

  14. luglio 9, 2007 5:51 pm

    cacchio, questo sì che è un colpo di scena!forse svetlana avrebbe potuto avere dei dubbi quando sua madre si faceva la barba la mattina…ciao!

  15. alessia permalink
    luglio 9, 2007 6:36 pm

    dopo la lettura del divertentissimo brano, e appurata la tua passione per la tamarra Rihanna, si potrebbe anche commentare “this time please someone come and rescue…her”!

  16. Ghebuz permalink
    luglio 10, 2007 9:58 am

    @Lario3: Studio Aperto è amato e considerato solo da quattro coglioni decerebrati!@K: macchè, sua madre si depilava direttamente da Corporacion Dermoestetica!@Giuy: allora ti manderò il suo numero!@Alessia: aah si, la Rihanna merita proprio…grazie per aver visitato questo blog!

  17. NanniPirlètta permalink
    luglio 10, 2007 1:08 pm

    La mia smartina “PROGETTO MOBILE” è morta per sempre… R.I.P.

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