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QUANDO NON SI SA COSA SCRIVERE

dicembre 9, 2009

Oh, oggi avrei proprio avuto tanta voglia di parlarvi di un argomento parecchio interessante e di stretta attualità: no, non il fatto che l’Italia sta pericolosamente precipitando tra le nazioni di media povertà, che il declino è ormai irreversibile e che spero ancora nell’invasione da parte delle nazioni nordiche civilizzate, ma del Grande Fratello. Oh, certo che questa decima edizione fa proprio tanto cacare, non ho mai visto personaggi così fastidiosi, insopportabili e stereotipati: il palestrato fascistoide che si crede padrone della casa ma è solo un povero rincoglionito (e secondo me, omosessuale represso), la maestrina tettona che fa la cubista e ha le labbra da pompinara del Grande Raccordo Anulare, il transessuale acido e paranoico, la checca marcia, etc….ma forse come argomento è parecchio abusato. Anche perchè questo blog ha già parlato più volte di quella tamarra trasmissione. In compenso non ho mai parlato del fatto che, secondo i miei amici, sarei inapplicabile per un reality di quel tipo, visto che mi farei scappare, come al mio solito, qualche battuta infelice su qualche categoria di persone a caso (cioè, su circa un migliaio di categorie diverse di persone). Oh, ma quest’anno non viene più da nevicare? L’anno scorso aveva già nevicato due volte e il qui presente titolare del blog era rimasto allegramente bloccato causa bufera in una minuscola stazione sulla linea Trento-Bolzano…sarà colpa del climate change, ma tanto anche quest’argomento è davvero trito e ritrito. Oh, altrimenti potrei parlare della macchina che mi sono comprato, della mia svolta verde (?) e di quanto sia soddisfacente lavarla per poi trovare, il giorno dopo, uno bello sghitto fresco proprio sulla portiera. Oh, si potrebbe trattare un tema assolutamente inedito in questo blog: la circoncisione!

[post senza motivo di esistere. Il qui presente sta sclerando a mandare curriculum a destra e a manca, pertanto il suo cervello sta andando in vacca. E inoltre ora è iniziato Skins su MTV, oh!]

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IPSE DIXIT (VERSIONE 2009)

dicembre 6, 2009

Due simpatici ipse-dixit della settimana appena passata (= non ho voglia di scrivere un articolo pregnante)

1.
Gheba, indicando due omini di colore, rivolgendosi ad una sua amica:”Perchè non ci provi con quelli?”
Amica di Gheba:”Eh si, magari non ce l’hanno neanche…”
Gheba, che non tira mai in ballo il sesso nei suoi discorsi:”Cosa, il cazzone?”
Amica di Gheba:”Ma no!Il permesso di soggiorno!”

segue risata.

2.
SMS da parte della madre di Gheba: “25 anni a Raffaele, 26 ad Amanda. Lo hanno detto adesso, ci sentiamo dopo.”

[Ora, non mi è chiara l’utilità di un messaggio di questo tipo. Quasi peggio di una che, in corso con me, ogni tanto mi mandava messaggi del tipo:”Ciao, come va?Stasera su Italia 1 c’è la Talpa, Gianni Sperti rischia l’eliminazione.”]

ALCUNE CONSIDERAZIONI SPARSE SU IBIZA

dicembre 2, 2009

(resoconto a quasi 7 anni di distanza da quell’inquietante vacanza nel 2003).

A)38 euro per una serata in discoteca e senza consumazione non li spenderò mai più, soprattutto se quella discoteca si chiama Privilege, soprattutto se è la più grande dell’Europa e soprattutto durante la serata Manumission Party. Satisfaction di Benni Benassi a manetta, pavimento lastricato di bottiglie rotte, spettacolini divertenti (ehm, a me erano piaciuti) e soprattutto gente strafatta ovunque, in primis nei cessi: che gioia essere lì, a bere dell’acqua (non potabile) dal rubinetto, e scoprire che il tuo vicino di rubinetto si sta portando al naso una magica polverina bianca.
B)Ad Ibiza ad ogni angolo della strada ognuno cerca di venderti qualcosa, soprattutto droga e biglietti delle più infime discoteche. E da dove vengono questi pusher / p.r. ? Naturalmente dall’Italia: una manica di cialtroni tamarri e strafatti, uno di questi, con una ridicola camiciola hawaiiana rossa, aveva anche avvicinato due mie amiche. L’abbiamo beccato poi, armato di telefono con videocamera e con la lingua che raspava il pavimento, intento a riprendere al Divino uno spettacolino che aveva come protagonisti una donnina nuda che si titillava in preda a degli spasmi, due omini dall’incerta sessualità che si strusciavano sulla donnina sopraccitata e un povero boa che andava in ogni pertugio.

C)Non prenderò mai più a noleggio uno scooter, soprattutto se si chiama Squab. Tralasciando il fatto di essere stato dotato di un casco di polistirolo, sono rimasto appiedato in mezzo al nulla, sotto il sole di mezzogiorno.
D)L’isola di Formentera merita parecchio e le spiagge sono molto più belle di quelle di Ibiza.
E)Non mi farò mai più i capelli blu: dopo pochi giorni sono diventati verdi e poi una tonalità giallo merda di piccione. Tornato in Italia, è stato gioioso andare a lavorare alla reception con i capelli tinti di castano scuro per mimetizzare lo scempio compiuto: la mia titolare mi aveva chiesto se mi ero fatto l’hennè. Ma te par?

[per dare un senso (?) al post, un’immagine che rappresenta appieno l’atmosfera felice e decadente del Privilege: un estratto di Everyone Nose dei N.E.R.D., con Pharrell ed una donnaccia chiaramente strafatti]

UNA DOMENICA POMERIGGIO SU CANALE CINQUE

novembre 29, 2009

Ovverosia la merda che ci meritiamo (qui sotto la simpatica Barbara d’Urso intenta a dire una delle sue solite stupide e fastidiosissime frasi)

Barbara D’Urso, entrando in studio conciata come una battona, ma elegante però, seguita da qualche figurante e da 3-4 ballerine:”Benvenuti, benvenute, su Pomeriggio Cinque! Tantissima carne al fuoco nella puntata di oggi: un’orgia bisex nella casa del Grande Fratello, le nuove tette di Elisabetta Gregoraci, la tristissima storia dell’intera famiglia stuprata e uccisa da una gang di rumeni coprofaghi (il tono della voce si fa patetico e straziante, mentre dal pubblico si leva un coro di “Buuuh!” e “Romania Merda!”) il ricordo del delfino Birillo, suicidatosi nell’Acquario di Gardaland e un’intervista esclusiva ad una veggente napoletana, che dice di vedere la Madonna nei fondi del caffè. Partiamo proprio da lei…Buon pomeriggio, Annunziata!”
Annunziata, seduta su un trespolo ed agghindata manco fosse ad un matrimonio:”Buon pomeriggio Barbara. Io vedo la Madonna…e guarisco dalle malattie!” (il tutto con un accento poco marcato, tant’è che sotto scorrono i sottotitoli)
Barbara, patetica, illuminata da una luce salvifica:”Ecco, questo è un tema molto controverso. Io credo nella Madonna, negli Angeli, in Dio, ho anche un crocifisso nel camerino…però, la prego (e il tono si fa lamentoso e supplichevole), una cosa è la fede, una cosa è la medicina…”
Sgarbi, in veste di opinionista:”Mah, io non credo a tutte queste stronzate!”
Annunziata:”Mette forse in dubbio le mie capacità, attribuitemi direttamente dal nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna nell’Alto dei cieli?” facendo una faccia beota, spiritata…”Oh…eccola, la vedo la Madonna…oh, è lì…è sopra Signorini…”
Signorini, in veste di opinionista, scheccando:” Barbara, ma io non la vedo proprio questa Madonna, non so proprio dove si è cacciata, oddio…spero solo che non faccia qualcosa di strano, già l’altro giorno un passero mi ha sghittato sulla nuova giacca di Dolce & Gabbana…Stefano ci è rimasto proprio male. Però lasciatelo dire, Barbara, hai davvero un vestito sciccosissimo, altro che quella povera sprovveduta di Alessia, lunedì sera sembrava una slava di un salone massaggi…”
Platinette, in veste di opinionista:”Ma Alfonso!” (sbottando, con quell’infame parruccone pronto a crollare da un momento all’altro) “Non essere iconoclasta, per Dio…io prego sempre la Madonna, sono una donna molto religiosa, io…” (aggiustandosi con garbo il tailleur).
Barbara D’Urso:”E ricordiamo che dentro la casa del Grande Fratello c’è un ragazzo che è proprio un grande fan della Madonna…lo è anche su Facebook, e ha scelto il percorso della castità, quale dono prezioso in un mondo così volgarmente corrotto come il nostro.” (Standing ovation del pubblico, inquadrature su donnacce con le tette in fuori che battono le mani convinte e soddisfatte)
Annunziata:”Ma il messaggio della Madonna dei fondi del caffè…”
Barbara D’Urso:”Oh, porca puttana, c’è la pubblicità…vorrei tanto approfondire questo discorso, ma abbiamo una scaletta da seguire, purtroppo…grazie Annunziata, grazie…e, voi, telespettatori” (con un tono di voce miagoloso e stupido) “ non abbandonateci…che dopo, tante cose…parleremo di depilazione brasiliana con Nina Moric e soprattutto, un interessante dibattito: ma Maometto, oltre ad essere un pedofilo, era davvero iscritto al PCI? A discutere con noi, due esperti, per nulla schierati: Adel Smith e quella simpatica guagliona di Daniela Santanchè!”

LA MAGIA DEL LUNA PARK

novembre 25, 2009

Se c’è una cosa fastidiosa di novembre, è il Luna Park che viene installato a Riva del Garda in occasione della Fiera di S. Andrea proprio lungo la strada statale. Ah, che bello passare lì davanti ed osservare quelle giostre di merda, le stesse da cinquant’anni a questa parte, montate da quattro-cinque giostrai ubriachi, compiere tristerrime evoluzioni, per la gioia degli under 18. Ah, che bello osservare tale spettacolo di notte, con le attrazioni scintillanti per via delle tamarrissime luci al neon e del vomito rappreso. E che dire del buon odore di ferri arrugginiti, di quelle putride caramelle gommose scadute e dello zucchero filato che si appiccica dovunque? E dei giostrai? Ah, che simpatici burloni, sempre lì intenti a cercare di irrettire i bambini a salire su giochi dal cazzo, a provocare il povero sfigato malcapitato di turno che poi sputtanerà tutti i suoi soldi nel tentare di fare centro in un bersaglio, o a pompare al massimo la musica dagli altoparlanti per stordire gli avventori. Già, odio proprio i luna park e quell’ambiente di merda.

(post assolutamente di sfogo. Il proprietario di questo blog, in seguito ad alcuni traumi infantili quale sbocco generalizzato sulla metà delle attrazioni, dente sfasciato sugli autoscontri e una caterva di pesci rossi vinti e poi morti e gettati nel water, ha sviluppato un odio viscerale verso quel mondo di balordi. Ma forse è solo lui che è schizofrenico).

QUEL PICCOLO DIFETTO

novembre 22, 2009

Chi ben mi conosce, è a conoscenza dei miei molteplici difetti: non riesco a dire la “erre” (ma una raffinatissima “evve”, il che potrebbe potenzialmente farmi passare per il discendente di una famiglia nobile caduta in disgrazia), talvolta sono di umore altalenante (dalla gioia più immotivata, fino allo scazzo più allucinante), ho una certa propensione al turpiloquio (soprattutto se ben stimolato) e ho la capacità malsana di vedere del marcio e del malizioso in qualsiasi situazione.

Ma c’è un difetto che proprio non riesco a comprendere: nonostante e (stranamente) abbia una sufficiente memoria spaziale e un buon senso dell’orientamento, quando si tratta di dare indicazioni stradali vado in tilt. Certo, finchè si tratta di richieste base non ho nessun problema (quando lavoravo in albergo mi ero imparato certe frasi standard a memoria), ma quando vengo bloccato da qualche sprovveduto che mi chiede cose nemmeno tanto assurde, vado nel panico, visto soprattutto il fatto che non riesco ad impararmi nomi di strade e vie, bensì le associo a negozi e/o gente che infesta quei luoghi.
Tipo, se mi trovo a Padova e qualcuno mi ferma per sapere dove cazzo si trova Corso Milano, dovrebbe leggere nel mio cervello e formulare una frase di questo genere:”Scusa, come faccio ad arrivare in quella via dove c’è il negozio della Scout e dove volevi prenderti quella felpa con sopra il faccione di quella scimmia di merda, Julius?” Poi magari non so come farli arrivare lì (e in verità li mando nel bel mezzo della zona industriale di Padova, magari durante una rissa tra nigeriani e maghrebini per il controllo dello spaccio), ma almeno è già qualcosa.

Di solito risolvo il problema, tagliando la testa al toro, con frasi tipo:”Ah, mi dispiace, non sono di qui…” (magari con un accento un po’ incerto, una dizione un po’ stentata, così magari mi si scambia per uno straniero qualunque) o “Oh, non saprei, mi dispiace…”

Solo una volta, uscendo allegro di casa per andare in giro e venendo avvicinato da uno stolta famiglia di italiani tamarri “Uè, come posso arrivare ad Arco?” (ma sei sfigato?Ci sono cartelli ovunque, idiota!E come cazzo sei finito qui sotto casa?E chiedermi per piacere?E quella cazzo di chewing-gum in bocca?) ho detto, sicuro di me, e sorridente:”Avanti dritto!” verso il Monte Baldo. In cuor mio speravo finissero in una scarpata.

UN’ANALISI SEMIOLOGICA DI VIDEO PHONE

novembre 19, 2009

MTV questa settimana, per chissà quali oscuri motivi, ha premierato una quantità incredibile (?) di video: una nuova merdata di quei quattro sfigati dei Finley, le solite puttanate di Britney Spears, il nuovo capolavoro di Snoop Dogg feat. The Dream, Ur So Gay di Katy Perry (tra l’altro, singolo uscito prima di I Kissed A Girl) ed altre cazzate. Tra queste c’è Video Phone, tamarrissima ed incomprensibile collaborazione tra Beyoncè e Lady GaGa: il video, naturalmente, primeggia per classe ed eleganza.
La clip si apre con Beyoncè vestita in modo particolarmente elegante, molto vagamente Rihanneggiante, accompagnata da diversi omini dalla dubbia morale. Praticamente sembra una bottana di periferia che si prepara ad essere gangbangizzata in un garage qualunque.
Ed eccola infatti prepararsi per l’accoppiamento di gruppo, agghindata con un raffinato completino intimo e una maschera da club privè, intenta ad assumere strane e balorde movenze, contorcendosi manco fosse stata taserizzata.
Nonostante le preoccupanti premesse, è in verita la Beyoncè Giselle ad assumere un ruolo dominante: eccola infatti sfogarsi su un povero omino legato e incappucciato, manco fosse un iraqeno qualunque di Abu Ghraib, molestandolo sessualmente con i tacchi e mostrando un’interessante e quantomai inedita prospettiva della sua bagiogia. Chissà cosa ne pensa Jay-Z.
Ma non finisce qui: in un nuovo cambio d’abito e con un paio di occhiali direttamente sottratti dal set di Work di Ciara (cazzo, sono gli stessi), la culona texana si presta a soddisfare gli inquietanti pruriti sessuali di strani uomini-telecamera, che la puntano con i loro grossi obbiettivi. Forse una critica verso l’invadenza dei paparazzi nello show biz o più squallidamente una simbologia fallica?
Direi una simbologia fallica. Un simbolismo fine, ricercato, e soprattutto non abusato. Per rimarcare il concetto, la creola preferita dagli italiani ha anche sottratto dalla cucina di casa due guanti Vileda rosa e ha denudato e umiliato due poveri uomini-telecamera. Tutto questo mi ricorda terribilmente i peggiori club privè di provincia.
Sbiancata e conciata come una pin-up degli anni ’50 (o forse in questo caso è un riferimento al burlesque), eccola però sputtanare qualsiasi citazione aulica, con una semplice strizzata di tette.
E ancora, se non si era ben capito, a Beyoncè piacciono le pistole molto lunghe e cicciose. Non a caso eccola strofinarsi maliziosa e voluttuosa contro un’arma di plastica dalla dubbia costituzione (e con un dildo in cima???), ammiccando perversa verso la telecamera: consapevole del nullo valore artistico della sua canzone (la peggiore dell’album),  evidentemente il suo staff ha preferito puntare su un’immagine il più puttanesca possibile per solleticare gli istinti morbosi di qualche tredicenne brufoloso afflitto da problemi di masturbazione cronica.
E qui ecco lei, Lady GaGa, alias Miss Germanotta, la rivelazione (?) indiscussa (?) di questo 2009: conoscendo la sua classe infinita, i suoi video deliranti e le sue inquietanti trovate (come il tampax fatto volutamente uscire dalle mutandine durante un concerto, o lo stupro commesso ai danni di Kermit la Rana durante gli MTV VMA), mi sarei aspettato qualcosa di raccapricciante e osceno. E invece no, strano ma vero, ad essere ridicola qui è la simpatica consorte di Jay-Z: Lady GaGa sembra conciata come una povera sposa rumena.
Ed eccole assieme, dopo l’importante ritornello cantato da Stefani, intente ad allargare le gambe e a mostrare chi la patata, chi il pacco, all’ipotetico tredicenne sopra menzionato. Interessante notare come la scenografia del video sia praticamente inesistente (secondo me è stato realizzato nel retro di un magazzino dell’Esselunga, per poi essere montato da 2-3 studenti del DAMS fuori corso scelti a caso), così come la trama non abbia nessuna logica. Dopo essere stati molestati per la prima parte del video, gli omini telecamera molto probabilmente sono morti.
Boh, non so più cosa cazzo dire.